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Il calcio è uno sport in cui all’atleta sono richiesti forza fisica, agilità, velocità, scatti, cambi di direzione e resistenza. Proprio per questo, il calciatore è spesso soggetto a diversi tipi di infortuni che vanno da quelli di origine traumatica, fino a quelli di natura muscolare, passando per quelli che interessano le articolazioni.

Non è un caso se lo staff medico di una squadra di calcio è infoltito da parecchi fisioterapisti, incaricati di occuparsi della salute fisica degli atleti, sia a livello di prevenzione che a livello di riabilitazione dopo gli infortuni.

Negli ultimi anni, poi, con l’aumento incontrollato del numero di partite a livello professionistico, il fisioterapista ha un ruolo centrale anche nella gestione dei carichi di lavoro, comprendendo in questi anche adeguati (quando possibile) programmi di recupero e riposo.

La fisioterapia svolge un ruolo fondamentale nel recupero dagli infortuni da calcio, sia nella fase acuta che nella fase di riabilitazione.

Grant e colleghi riassumono il ruolo del fisioterapista sportivo nella loro ricerca come segue: “Il ruolo essenziale del fisioterapista sportivo è quello di fornire il trattamento e la riabilitazione degli infortuni e anche di fornire supporto per le prestazioni attraverso interventi di prevenzione, mantenimento e recupero degli infortuni“.

 

Gli infortuni più comuni nel calcio

 

I calciatori più soggetti ad infortunio sono quelli con età compresa tra 17 e 18 anni e i calciatori più anziani. In una rosa di 25 giocatori, si verificano circa 50 infortuni nel corso di una stagione, equivalenti a circa 2 infortuni per giocatore a stagione. Andiamo ad analizzare quali sono i tipi di infortunio più comuni:

  • Infortuni muscolari, che rappresentano circa il 36% di tutti gli infortuni nel calcio. I più comuni sono gli stiramenti (lesioni muscolari o strappi), che possono essere di I, II o III grado, a seconda della gravità. Gli stiramenti si verificano quando un muscolo viene allungato oltre la sua normale capacità o sottoposto a fatica eccessiva. Studi epidemiologici hanno riportato che i muscoli posteriori della coscia sono il gruppo muscolare più frequentemente infortunato nei calciatori professionisti. Le cause più comuni degli stiramenti sono:
      • Un movimento brusco e repentino del muscolo
      • Un allenamento eccessivo o una preparazione atletica insufficiente
  • Contusioni, che rappresentano circa il 27% di tutti gli infortuni nel calcio. Le contusioni sono causate da un trauma diretto che danneggia i tessuti molli, come pelle, muscoli, tendini e legamenti. Le contusioni più comuni nel calcio sono quelle al ginocchio, alla caviglia e al piede.
  • Distorsioni, che rappresentano circa il 20% di tutti gli infortuni nel calcio. Le distorsioni sono causate da un movimento brusco e repentino di un’articolazione, che provoca un allungamento o una lacerazione dei legamenti. Le distorsioni più comuni nel calcio sono quelle alla caviglia e al ginocchio.
  • Fratture, che rappresentano circa il 3% di tutti gli infortuni nel calcio. Le fratture sono causate da un trauma diretto che rompe un osso. Le fratture più comuni nel calcio sono quelle al piede, alla caviglia e al ginocchio.

L’’attività principale durante la quale si verificano gli infortuni è correre, seguita dal contrasto di gioco. Gli infortuni subiti senza contatti come torsioni, cambi di direzione o atterraggi da un salto (es. lesione crociato anteriore) si classificano invece al terzo posto.

Le cause degli infortuni nel calcio possono essere diverse e possono essere suddivise in:

  • Cause intrinseche: cause che sono legate al calciatore stesso, come
    • Età
    • Predisposizione genetica
    • Sesso
    • Infortunio precedente
    • Posizione del giocatore
  • Cause estrinseche: cause che sono legate al contesto ambientale, come:
    • Interazione tra scarpa e superficie di gioco
    • Le condizioni meteorologiche
    • Il contatto con altri giocatori

La maggior parte di questi infortuni causa l’assenza dal campo per alcuni giorni o al massimo settimane. Può capitare nella carriera di un giocatore che si subisca un infortunio grave che costringe a mesi di assenza da partite ed allenamenti. In alcuni casi l’atleta non torna alle condizioni pre-infortunio per le conseguenze che questo comporta, possono essere suddivise in:

  • Conseguenze fisiche: possono includere dolore, gonfiore, rigidità, perdita di forza e di mobilità.
  • Conseguenze psicologiche: possono includere ansia, depressione, frustrazione, paura di farsi di nuovo male e perdita di motivazione.

 

Prevenzione dagli infortuni nel calcio

 

infortuni nel calcio fisioterapia

 

La prevenzione degli infortuni nel calcio è fondamentale per ridurre il rischio di lesioni e per garantire la salute e la sicurezza dei calciatori mantenendo alto il morale e la forma fisica. La prevenzione sembra essere una strada percorribile per la riduzione degli infortuni a basso e ad alto impatto.

Esistono ampie prove che dimostrano l’efficacia clinica degli interventi basati sull’esercizio fisico sotto forma di programmi di prevenzione nel ridurre tutti gli infortuni legati al calcio indipendentemente dal sesso, dall’età e dal livello di abilità. Nello specifico, il programma di riscaldamento FIFA 11+ (riduce il tasso di infortuni complessivo – ovvero tutti gli infortuni –  dal 30 al 47%.

Alcune misure preventive che possono essere adottate includono:

  • Un programma di preparazione atletica adeguato: un programma di preparazione atletica ben strutturato può aiutare a migliorare la forza, la resistenza e la flessibilità dei calciatori, riducendo il rischio di infortuni.
  • Un’adeguata tecnica di gioco: una tecnica di gioco corretta può aiutare a ridurre il rischio di infortuni, evitando di incappare in movimenti bruschi e repentini scorretti.
  • Un terreno di gioco in buone condizioni: un terreno di gioco in buone condizioni può aiutare a ridurre il rischio di infortuni, evitando cadute e scivolamenti.
  • L’utilizzo di equipaggiamento adeguato: l’utilizzo di equipaggiamento adeguato, come scarpe da calcio e protezioni, può aiutare a ridurre il rischio di infortuni, proteggendo le articolazioni e i tessuti molli.

 

Ovviamente, nel caso in cui si verifichi un infortunio, è importante rivolgersi immediatamente a un medico o a un fisioterapista per una diagnosi e un trattamento adeguati.

 

Il fisioterapista specializzato in infortuni da calcio

 

esercizio-terapia-isocinetica

Riabilitazione isocinetica infortunio calciatore

 

Il fisioterapista è una figura specializzata che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione di patologie e disfunzioni muscoloscheletriche.

Benché tutti i fisioterapisti siano idonei per trattare il recupero di un atleta, quello che fa la differenza tra un fisioterapista comune e uno specializzato nel recupero dei calciatori sono l’esperienza e le competenze.

Ashton e colleghi  delineano nel loro editoriale le competenze avanzate del fisioterapista sportivo nella promozione della partecipazione sicura all’attività fisica, nella fornitura di consulenza, nell’adattamento degli interventi di riabilitazione e allenamento, allo scopo di prevenire infortuni, ripristinare la funzione ottimale e contribuire al miglioramento delle prestazioni sportive , negli atleti di tutte le età e abilità, garantendo al contempo un elevato standard di pratica professionale ed etica.

L’organo internazionale che si occupa di questo è la Federazione Internazionale di Fisioterapia Sportiva (IFSPT) che afferma: “la fisioterapia sportiva è una specializzazione crescente nelle culture che si sforzano di promuovere uno stile di vita attivo e l’eccellenza atletica”.

Identifica 11 competenze richieste ai fisioterapisti dello sport. Insieme a queste competenze vi è un insieme di abilità o standard specifici che devono essere rispettati:

  • Prevenzione degli infortuni
  • Intervento in acuto
  • Riabilitazione
  • Miglioramento delle prestazioni
  • Promozione di uno stile di vita attivo
  • Promozione del fair play e delle pratiche antidoping
  • Apprendimento permanente
  • Professionalità
  • Coinvolgimento nella ricerca
  • Diffusione delle migliori pratiche riabilitative
  • Estendere la pratica attraverso l’innovazione

Il documento completo sulla fisioterapia sportiva: competenze e standard è disponibile sul sito web della Federazione internazionale dei fisioterapisti sportivi (IFSPT)

In Italia è il GIS SPORT (gruppo di interesse specialistico dell’Associazione Italiana di Fisioterapia) che promuove e regola la formazione e lo sviluppo della pratica della fisioterapia sportiva.

 

L’importanza della fiducia e della collaborazione tra il calciatore e il suo fisioterapista

 

fisioterapia per calciatori a Latina

Fisioterapia calciatore professionista

 

La collaborazione tra il fisioterapista e il calciatore è fondamentale per ottenere un recupero efficace da un infortunio e tornare in campo il più presto possibile. A seguito di un infortunio sportivo, l’adesione da parte dell’atleta ad un programma di riabilitazione è una considerazione importante che contribuisce al processo di guarigione.

La collaborazione tra questi due soggetti è necessaria per diversi motivi.

Innanzi tutto, per formulare una corretta diagnosi. È importante che il calciatore fornisca con sincerità, tutte le informazioni necessarie al fisioterapista. Questa sincerità sarà poi necessaria in tutte le fasi della riabilitazione, fino all’avvenuto recupero totale. Dall’altra parte il fisioterapista dovrà fornire all’atleta informazioni chiare, oneste e comprensibili sull’infortunio o sulla patologia informandolo sulle motivazioni per cui si è verificato e sul recupero completo.

Il calciatore poi, deve avere fiducia nel fisioterapista ed essere motivato a seguire il piano di trattamento prescritto, nonché impegnarsi al massimo per eseguirlo. È importante garantire che gli atleti si concentrino sulla resilienza fisica e psicologica durante tutta la riabilitazione. Ciò potrebbe ridurre le convinzioni errate e i comportamenti di evitamento caratteristici della paura al ritorno allo sport.

Il calciatore non deve voler affrettare i tempi se il fisioterapista ritiene che non sia ancora venuto il momento di tornare ad allenarsi in gruppo con i compagni. In prima seduta si stabiliscono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine che dovranno essere condivisi tra fisioterapista e atleta, rispettando i tempi di guarigione biologica dei tessuti. Accelerando i tempi si rischia un re-infortunio che potrebbe essere più severo del precedente.

Il fisioterapista deve infine essere in grado di motivare l’atleta e di fornire un supporto psicologico. L’atleta deve essere aperto al dialogo e al confronto con il fisioterapista. Bisogna sempre ricordare che i pensieri negativi sull’ infortunio fanno parte di una reazione normale, devono stimolare alla guarigione e al cambiamento.

Per esperienza, sappiamo che una collaborazione efficace tra il fisioterapista e l’atleta si verifica se:

  • Il fisioterapista informa l’atleta sulle caratteristiche dell’infortunio, i tempi di recupero e come si svolgerà il piano di trattamento.
  • L’atleta deve essere fiducioso e motivato oltre che ottimista
  • Il fisioterapista e l’atleta devono collaborare per stabilire obiettivi realistici per il recupero.

Una collaborazione efficace tra il fisioterapista e l’atleta è la chiave per un recupero rapido e completo da un infortunio.

 

Possibili infortuni nel calcio e trattamenti

 

infortuni nel calcio fisioterapia

 

Ecco un elenco di tutti gli infortuni che possono avvenire nel calcio, dividendoli tra traumi distorsivi, traumi contusivi e lesioni:

 

Traumi distorsivi

 

  • Distorsione della caviglia: è la lesione più comune nel calcio. Si verifica quando i legamenti che circondano la caviglia si stirano, si lesionano parzialmente o completamente. I sintomi includono dolore, gonfiore, ematoma e difficoltà a camminare.

Riabilitazione per la distorsione alla caviglia: dopo una prima fase di protezione dettata dal protocollo “PEACE & LOVE” verranno eseguiti esercizi terapeutici con carico progressivo fino ai gesti sport-specifici e alla riproduzione del meccanismo di lesione. Di fondamentale importanza è l’allenamento dell’equilibrio e del controllo posturale.

 

  • Distorsione del ginocchio: è un’altra lesione comune nel calcio. Si verifica quando i legamenti che circondano il ginocchio si stirano o si rompono, si verifica soprattutto in rotazione di ginocchio. I sintomi includono dolore, gonfiore, lividi e difficoltà a camminare o a correre.

Riabilitazione per la distorsione del ginocchio: La prima parte del trattamento sarà il riposo per favorire la rigenerazione delle strutture lesionate. Il ghiaccio sarà un valido alleato nelle primissime fasi.

Successivamente bisognerà migliorare la mobilità e la forza dell’articolazione tramite esercizi a corpo libero come squat o  Il rinforzo attivo del muscolo quadricipite, per recuperare l’estensione di ginocchio è di fondamentale importanza. Rinforzando inoltre gli hamstring, i muscoli posteriori della coscia, si contribuisce a ristabilire un corretto equilibrio muscolare tra muscoli anteriori e posteriori. Per info su approfondite leggi Fisioterapia per la distorsione al ginocchio

 

  • Distorsione del polso: è una lesione meno comune nel calcio, ma può comunque verificarsi. Si verifica quando i legamenti che circondano il polso si stirano o si rompono in seguito a traumi o cadute. I sintomi includono dolore, gonfiore, ematoma e difficoltà nel movimento attivo del polso.

Riabilitazione per la distorsione del polso: Riposo fisioterapia sono i migliori alleati per guarire da una distorsione al polso. Tramite esercizi si ristabilisce la corretta attivazione muscolare e la completa mobilità.

 

In caso di traumi distorsivi e contusivi è spesso consigliato fare una valutazione fisioterapica così da ridurre l’utilizzo non necessario di lastre e risonanze, tramite accurata valutazione il fisioterapista riesce ad escludere la presenza di fratture, microfratture e lesioni legamentose.

 

Traumi contusivi

  • Contusione: è una lesione traumatica che può verificarsi a carico dei tessuti molli o ossa. Si verifica quando questi tessuti vengono colpiti o schiacciati. Possono essere presenti dolore, gonfiore, rigidità, ematomi.

Trattamento fisioterapia per le contusioni: Le contusioni, a seconda della loro entità, vengono di solito trattate con una terapia conservativa, atta a ridurre l’edema presente a livello del tessuto interessato e ripristinando la completa capacità di movimento.

 

Lesioni

 

  • Lesione dei legamenti: è una lesione che può richiedere un intervento chirurgico a seconda dell’entità della stessa. Si verifica quando un legamento si rompe parzialmente o completamente. Sono molti i distretti che possono essere soggetti a lesione dei legamenti: piede, caviglia, ginocchio, spalla, gomito, ecc…

Riabilitazione lesione legamentosa: il trattamento fisioterapico prevede la prevenzione della rigidità articolare e debolezza muscolare. È importante il carico progressivo sui legamenti per migliorare le capacità elastiche dei tessuti. Il rinforzo e l’aumento della propriocezione sono i due punti fondamentali della riabilitazione dei legamenti.

 

  • Lesione dei tendini: la lesione tendinea è un infortunio degno di nota nel calcio, basti pensare che la lesione del tendine d’Achille è considerata la lesione tendinea più frequente e costringe gli atleti a lunghi periodi di stop dopo la ricostruzione chirurgica. Altri tendini che potrebbero lesionarsi sono il tendine del quadricipite e i tendini dei muscoli peronieri, laterali alla gamba

Riabilitazione lesione tendinea: in caso di ricostruzione chirurgica saranno le indicazioni ortopediche a dare il via libera alla riabilitazione dopo un breve periodo di immobilizzazione. Il recupero della mobilità articolare sarà il primo obiettivo da raggiungere agendo attraverso mobilizzazioni ed esercizi attivi. Ripristinare la forza invece sarà l’obiettivo principale nella seconda fase con esercizi sempre più complicati fino al ritorno in campo con allenamenti differenziati ed al completo reintegramento in squadra.

 

  • Strappo Muscolare: è una lesione muscolare molto frequente che viene il più delle volte gestita conservativamente dopo un’attenta valutazione fisioterapica. Si verifica quando un muscolo si lesiona in seguito ad una richiesta funzionale troppo alta. Le lesioni più frequenti sono quelle ai muscoli posteriori della coscia, al polpaccio e al retto femorale.

Riabilitazione strappo muscolare:trattamento fisioterapico dello strappo muscolare dipende dalla sintomatologia che deriva dalla lesione. Nelle prime 72 ore dopo la lesione muscolare, la terapia si concentrerà sulla gestione del gonfiore e sulla gestione del dolore attraverso esercizi attivi che non stimolano la risposta dolorosa nell’atleta.  Successivamente inizia il vero e proprio processo di riabilitazione per ripristinare il completo range di movimento, la forza muscolare e quindi la riqualificazione specifica per lo sport per garantire che il muscolo sia in condizioni perfette per l’attività sportiva a cui si desidera tornare. Se vuoi approfondire questo argomento specifico leggi anche Fisioterapia per lo strappo muscolare.

 

  • Rottura del menisco: è una lesione comune che potrebbe richiedere un intervento chirurgico nel caso ci siano blocchi articolari. Si verifica quando il menisco, un cuscinetto di cartilagine che si trova tra le due ossa del ginocchio, si lesiona. Può essere trattato, a seconda dei casi, direttamente con la fisioterapia o con un intervento chirurgico nel caso la valutazione del fisioterapista richieda un ulteriore consulto ortopedico.

Riabilitazione rottura menisco: Il programma riabilitativoche segue deve essere confezionato individualmente su ogni paziente, ma le indicazioni dell’ortopedico prevedono un carico immediato, già dopo le 24 ore e un percorso di rieducazione motoria che permetta il recupero della mobilità articolare ed un recupero della forza in catena cinetica sia aperta che chiusa. Come nel caso delle lesioni legamentose è importante l’allenamento propriocettivo e di equilibrio. Nel caso di intervento di sutura meniscale il percorso è più spinoso: bisogna considerare l’astensione dal carico per 4 settimane ed una ripresa progressiva del carico. Anche in questo caso la riabilitazione dopo intervento al menisco dovrà orientarsi al recupero della mobilità articolare e del rinforzo, ma dando inizialmente maggiore enfasi agli esercizi in catena cinetica aperta; sarà ovviamente più lunga ed il rientro all’attività sportiva è previsto dopo i 4-5 mesi dall’intervento. Se vuoi approfondire l’argomento ti consigliamo la lettura di: Cos’è e a cosa serve il menisco e di Fisioterapia dopo intervento al menisco.

 

  • Rottura del crociato anteriore: è un tipo di lesione legamentosa che può richiedere un intervento chirurgico nel caso la riabilitazione conservativa sia inefficace o se la richiesta sportiva è molto alta (atleti d’élite). Si verifica quando uno dei due legamenti crociati del ginocchio si rompe, il meccanismo di infortunio più frequente o in leggera flessione di ginocchio e rotazione con il piede fisso a terra.

Riabilitazione dopo la rottura del crociato: La riabilitazione del legamentocrociato ha subìto notevoli cambiamenti negli ultimi dieci anni. L’intensa ricerca sulla biomeccanica dell’infortunato e del ginocchio operato ha portato ad un allontanamento dalle vecchie tecniche. L’attuale programma è caratterizzato principalmente da una riabilitazione precoce con l’allenamento immediato ed esercizi mirati. Il nostro centro di fisioterapia a Latina, utilizza anche la macchina isocinetica, il metodo più avanzato per la riabilitazione al ginocchio dopo l’intervento al crociato. Siamo specialisti nel recupero da infortuni sportivi e post-operatori. Se vuoi saperne di più, leggi anche Fisioterapia dopo intervento al crociato.

 

  • Rottura o infiammazione del tendine d’Achille: La tendinopatia del tendine d’Achille è un infortunio comune che si verifica in seguito a continui sovraccarichi. La rottura invece è una lesione grave che potrebbe richiedere un intervento chirurgico. Si verifica quando il tendine d’Achille, che collega il muscolo del polpaccio al calcagno, si rompe in seguito a sprint eccessivi o salti.

Riabilitazione rottura tendine d’Achille: A seconda del caso può essere idoneo un percorso curativo In genere il trattamento iniziale della tendinopatia in fase acuta prevede un approccio conservativo basato su riposo e crioterapia nei primissimi giorni per poi proseguire con il riadattamento del tendine al carico richiesto dallo sport che si pratica. Nel caso di rottura completa ed intervento chirurgico si utilizzerà un’ortesi post-intervento che immobilizza il piede in flessione plantare per le prime 6-8 settimane con la possibilità di allenare la gamba ma in scarico. Seguirà poi il trattamento fisioterapico che, con l’utilizzo dell’esercizio, ripristinerà i corretti livelli di forza e di elasticità del tendine. Approfondisci l’argomento leggendo Fisioterapia per il tendine d’Achille.

 

Consigli per prevenire gli infortuni nel calcio

Le attuali raccomandazioni della FIFA per la prevenzione degli infortuni possono essere suddivise in tre componenti. Questi includono corsa a ritmo lento, allungamenti dinamici, esercizi mirati al tronco e alle gambe con sovraccarico progressivo ed esercizi di corsa che coinvolgono diversi tipi di movimento. Il programma FIFA 11+ comprende 15 esercizi totali che sono consigliati almeno tre volte a settimana per gli atleti di calcio.

È stata dimostrata la riduzione del tasso di infortuni agli arti inferiori dal 39 al 44 %, la riduzione del tasso di infortuni da uso eccessivo del 55% e la riduzione del tasso di infortuni al ginocchio del 52%.

Ecco qualche consiglio di base per mantenere in salute il nostro corpo. In breve:

  • Fare un riscaldamento adeguato prima di ogni allenamento o partita
  • Utilizzare l’attrezzatura appropriata
  • Eseguire regolarmente esercizi di forza e condizionamento
  • Evitare sovraccarichi eccessivi in allenamento
  • Recuperare adeguatamente dopo ogni allenamento o partita
  • Imparare ad ascoltare il proprio corpo e parlare con il proprio fisioterapista di fiducia

 

Foto di copertina: Mike: https://www.pexels.com/it-it/foto/vista-aerea-del-campo-di-calcio-1171084/

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