Dolore alle dita, mani intorpidite e una sensazione fastidiosa di bruciore e formicolio sono i tre sintomi principali della sindrome del tunnel carpale.
Questa neuropatia colpisce il nervo mediano al suo passaggio attraverso lo stretto canale che si trova sul lato palmare del polso. Il pavimento di questo canale è costituito dalle ossa del carpo (polso), mentre il tetto è formato dallo spesso legamento trasverso del carpo.
Qui, insieme al nervo mediano, passano i tendini di ben 9 muscoli flessori del polso e delle dita, il cui ispessimento, che può essere causato da molteplici fattori, può determinarne la compressione. Proprio questa, insieme all’infiammazione di questo nervo, causa la tipica sintomatologia dolorosa.

Tunnel Carpale
I Sintomi del Tunnel Carpale
I disturbi causati dalla sindrome del tunnel carpale inizialmente appaiono in maniera discontinua e prevalentemente di notte.
Il decorso della sintomatologia attraversa tre fasi:
1. Fase irritativa
In questa fase iniziale predominano i disturbi soggettivi, in particolare le parestesie a tipo formicolio, prevalentemente notturne, e il dolore localizzato tipicamente alle prime tre dita della mano, ma che talvolta può coinvolgere anche l’avambraccio.
Un campanello di allarme in questa fase quindi può essere carpito se si avverte un intorpidimento o un formicolio alle prime tre dita e alla metà radiale (laterale) del quarto dito della mano.
Un test da fare in casa può essere rappresentato dal tenere un oggetto in mano per parecchio tempo. Se si avvertono questi segnali, magari anche uniti ad un dolore o ad una sensazione di debolezza nella presa, sarebbe meglio fare un controllo specialistico dal neurologo o dall’ortopedico/neurochirurgo specialista della mano.
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Fase deficitaria
Nella fase deficitaria i disturbi avvertiti nella prima fase diventano continui e possono comparire riduzione della sensibilità (ipoestesia) negli stessi territori e riduzione della forza dei muscoli dell’eminenza tenar della mano con difficoltà nel mantenere la presa degli oggetti.
Paresi o paralisi
Se la sintomatologia che caratterizza le prime due fasi viene trascurata, può subentrare una sofferenza più importante del nervo mediano che porta a riduzione del volume (atrofia) dei muscoli della mano a livello dell’eminenza tenar (la parte più laterale del palmo della mano) e grave perdita di forza nella prensione e nell’opposizione del pollice.

territorio innervazione sensitiva del tunnel carpale
Diagnosi e test clinici
La diagnosi precoce è molto importante per evitare la cronicizzazione della malattia ed eventuali danni permanenti al nervo mediano.
Il primo step consiste nell’esame fisico del paziente. Lo specialista (neurologo, ortopedico o neurichirurgo) valuta in maniera dettagliata le condizioni della mano e del polso, esaminandoli per cercare eventuali segni clinici come tumefazioni localizzate (gonfiori.).
La visita comprende anche il controllo delle dita e la valutazione della forza dei muscoli attraverso specifici test perché questa neuropatia porta all’indebolimento della mano, in particolare della prensione.
In questa fase il medico può effettuare manovre cliniche specifiche che scatenano la sintomatologia sensitiva (dolore e intorpidimento alle dita della mano). Queste manovre comprendono i test di Phalen e Tinel.

test di phalen
Test di Phalen
La manovra di Phalen si esegue posizionando il polso del paziente in flessione. Tale posizione aumenta la pressione all’interno del tunnel carpale e può provocare parestesie (formicolii) lungo il territorio di innervazione del nervo mediano, specialmente a livello delle prime tre dita nei pazienti affetti da sindrome del tunnel carpale

Test di Tinel
Test di Tinel
Il segno di Tinel è elicitato dal colpo deciso del martelletto lungo il nervo mediano al centro del polso. In caso di compressione, il paziente avvertirà una sensazione di scossa elettrica che si irradierà lungo il territorio di innervazione del nervo mediano, in particolare a livello delle prime tre dita
Diagnosticare il Tunnel Carpale
Per confermare la diagnosi, lo specialista si avvale di metodiche strumentali sia funzionali che di immagine. Particolarmente utile a tale scopo è l’elettromiografia (EMG),eseguita dal neurologo.
In particolare, la prima parte dell’esame, ossia l’elettroneurografia (ENG), permette, con la semplice applicazione di elettrodi di superficie che rilevano un impulso elettrico indotto da uno stimolatore in un punto situato a monte o a valle degli stessi, di misurare la velocità di conduzione sensitiva o motoria del nervo mediano.
Tra i test più specifici nell’ambito dell’elettroneurografia, può essere utile la tecnica di “inching”, che prevede la stimolazione lungo nervo in più punti contigui e permette di individuare il punto esatto in cui la conduzione presenti anomalie e quindi ove si presenti la compressione.
Il rallentamento della velocità di conduzione è il parametro che indica la probabilità che il paziente abbia la sindrome del tunnel carpale. Nello specifico, generalmente un rallentamento della conduzione nervosa a livello del polso, espresso da un aumento della latenza distale del potenziale registrato, in assenza di una riduzione di ampiezza del potenziale stesso, indica una sofferenza della guaina mielinica del nervo, ossia del rivestimento esterno delle fibre nervose vere e proprie.

Studio della velocità di conduzione motoria del nervo mediano
L’elettromiografia propriamente detta, ossia la parte che prevede l’inserimento dell’ago nel ventre muscolare interessato, esaminandolo sia in condizioni di riposo che in condizioni di contrazione, ci permette di valutare se e da quanto tempo si sia verificato un danno assonale, ossia una vera e propria perdita di fibre nervose. L’esame ENG/EMG è utile sia in fase diagnostica che di folow-up.

Semplificazione della struttura di un nervo periferico.
Infine, in alcuni casi può essere richiesta anche un’ecografia per verificare eventuali anomalie di struttura e decorso del nervo mediano e verificare la presenza di fattori compressivi esterni.
Cause del tunnel carpale e fattori di rischio
Le cause di questa neuropatia sono molteplici. A volte viene scatenata da una particolare conformazione anatomica del tunnel carpale che si presenta piuttosto stretto, da un’infiammazione della guaina che riveste i tendini dei muscoli flessori oppure da lesioni al polso come traumi e fratture.
Spesso la patologia dipende dalle frequenti e costanti sollecitazioni del polso e dell’avambraccio, tipiche di alcuni lavori manuali che comportano gesti ripetitivi; pensiamo ad esempio ai musicisti, a chi lavora al pc o a determinate categorie di operai.
Esistono anche una serie di fattori di rischio che aumentano la probabilità di soffrire di questa sindrome: le malattie reumatiche, l’obesità, la conformazione anatomica stretta del tunnel carpale, ritenzione dei liquidi nell’organismo, l’ipotiroidismo e il diabete. Quando si presenti bilateralmente bisognerà pensare anche ad altre patologie molto rare, come l’amiloidosi ereditaria.
Le donne sono il sesso più colpito. La membrana sinoviale, presente all’interno del polso, tende a gonfiarsi più rapidamente in seguito ai cambiamenti ormonali tipici della gravidanza e della menopausa. La cosa positiva è che, qualora la sindrome del tunnel carpale fosse associata alla gravidanza, ci sono eccellenti possibilità che si tratti di una condizione transitoria che si autorisolverà al termine della stessa.
Le cure: terapia conservativa e terapia chirurgica
Esistono diverse cure per la sindrome del tunnel carpale, stabilite di volta in volta in base alla gravità dei sintomi. In linea di massima i metodi terapeutici utilizzati sono due: conservativo e chirurgico.
La terapia conservativa è indicata nei casi da lievi a moderati. A volte lo specialista può prescrivere l’utilizzo di un tutore da indossare soprattutto nelle ore notturne oppure di mettere a riposo l’arto per un certo periodo di tempo per evitare tutte le attività e le sollecitazioni che possano aggravare la compressione e causare dolore.
Nei casi in cui la sintomatologia sia particolarmente accentuata, si ricorre all’utilizzo di farmaci antinfiammatori e infiltrazioni locali con corticosteroidi. Inoltre, per il dolore neuropatico, possono essere prescritti farmaci specifici come pregabalin e gabapentin.
La terapia chirurgica è indicata invece nei casi in cui il dolore è molto forte o siano comparsi segni come atrofia (riduzione del volume dei muscoli della mano) e deficit di forza (debolezza) nella prensione (presa), o perché ci si è rivolti troppo tardi allo specialista o perché i trattamenti conservativi non siano stati sufficienti alla risoluzione del problema.
L’intervento, che si esegue in regime di “day surgery”, ossia che non richiede il pernottamento presso la struttura ospedaliera, consiste nel creare uno spazio maggiore nel tunnel carpale. Questo obiettivo si raggiunge con un’incisione del legamento trasverso del polso sul palmo della mano (chirurgia classica) o con una microincisione al polso (chirurgia endoscopica). In entrambi i casi l’obiettivo è ottenere la decompressione del nervo mediano.

approccio classico tunnel carpale

approccio endoscopico tunnel carpale
Fisioterapia per il tunnel carpale
Esiste infine la strada della fisioterapia che consiste innanzi tutto in esercizi di stretching delle mani e con altre metodologie per rafforzarne i muscoli.
Il trattamento fisioterapico prevede riposo funzionale, applicazione di tens ghiaccio e uso di antinfiammatori in fase acuta. Per il recupero della sindrome del tunnel carpale occorre detensionare i muscoli flessori del carpo, del polso e delle dita. Questo obiettivo è raggiungibile abbinando esercizi di stretching a diverse tecniche di massoterapia dei suddetti muscoli. Inoltre occorre ristabilire la mobilità dei tessuti e delle articolazioni coinvolte.
Si può passare quindi ad una fase successiva in cui si eseguono esercizi di rinforzo in modalità eccentrica e con elastici.
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Domande comuni sul Tunnel Carpale
Che dolore provoca il tunnel carpale?
I sintomi tipici del tunnel carpale si manifestano con un dolore localizzato al polso e alla mano, che a volte si può irradiare anche lungo tutto il braccio fino ad arrivare alla spalla. Pollice, indice, medio e anulare invece possono essere interessati da formicolio, intorpidimento e perdita di sensibilità.
Come capire se si ha la sindrome del tunnel carpale?
Senza un esame strumentale, in particolare una elettromiografia, non si può avere la certezza di avere la sindrome del tunnel carpale. Tuttavia se, specialmente di notte e appena alzati, avvertite formicolio e debolezza nella presa delle dita della mano, questo può essere un indizio che riconduce alla patologia.
Quando si deve operare il tunnel carpale?
Il ricorso alla chirurgia è consigliato quando a seguito di trattamenti farmacologici e fisioterapici, la malattia non accenna a guarire.
Cosa succede se non si opera il tunnel carpale?
In assenza di un miglioramento con il trattamento conservativo, se non si interviene chirurgicamente, la compromissione del nervo porta all’evoluzione dei sintomi verso la fase deficitaria e di paresi/paralisi che può essere irreversibile.
Come prevenire la sindrome del tunnel carpale?
Assumere posizioni ergonomiche sul posto di lavoro, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo di mouse e tastiere, evitare movimenti ripetuti di flessione del polso, eseguire stretching dei muscoli dell’avambraccio.
Perché il tunnel carpale fa male soprattutto di notte?
Il comportamento di questa patologia, che si acutizza durante la notte, è dovuto alla compressione del nervo mediano della mano che, se ulteriormente compresso, a causa del mantenimento involontario del polso in posizione di flessione, causa il dolore.
Chi è il medico che cura il tunnel carpale?
La sindrome del tunnel carpale interessa vari specialisti. In fase diagnostica possono essere chiamati in causa il neurologo, l’ortopedico o, meno frequentemente, il neurochirurgo. Il primo oltre a servirsi di alcuni test specifici e di un’accurata anamnesi, esegue l’esame strumentale più rilevante a livello diagnostico, ossia l’elettromiografia. Per il trattamento chirurgico, questo sarà eseguito tanto dall’ortopedico, quanto dal neurochirurgo esperti in chirurgia della mano.