Oggi parliamo di tiroide, insieme all’endocrinologo del nostro Poliambulatorio di Latina. Cos’è e come funziona? Quali problemi può dare? Come accorgersi di avere problemi causati dalla tiroide? Come trattarla? Quando si rende necessario toglierla? E come si vive senza tiroide?
Cos’è la Tiroide
Situata nel collo anteriormente alla trachea, la tiroide è una delle più importanti ghiandole endocrine dell’organismo, in quanto gli ormoni tiroidei controllano praticamente tutti gli apparati.
Nonostante le sue dimensioni estremamente ridotte, questo organo è in grado di svolgere un ruolo essenziale per il benessere. Gli ormoni tiroidei infatti, che prendono il nome di tiroxina (T4) e tri-iodio-tironina (T3), sono responsabili del corretto funzionamento della maggior parte delle cellule del corpo, supervisionandone le attività metaboliche.
Strutturalmente la tiroide è costituita da migliaia di follicoli al cui interno vengono sintetizzati gli ormoni. Si tratta di una ghiandola molto piccola, che non pesa più di 20 grammi, e che ha l’aspetto di una farfalla con le ali aperte, dato che è formata da due lobi posizionati ai lati della laringe.
A che cosa serve la tiroide
La tiroide produce gli ormoni T3 e T4, due molecole contenenti atomi di iodio, un elemento che essa preleva dal sangue per trasportarlo nelle cavità follicolari formate dai tireociti. Grazie alla produzione di questi composti, la ghiandola svolge alcune funzioni fondamentali, che sono:
- controllo sulla termoregolazione, che dipende dalle funzioni termogeniche, con produzione endogena di calore e utilizzo dell’energia resa disponibile dal metabolismo basale;
- controllo sul metabolismo glucidico, lipidico e proteico, che dipende dall’azione di T3 e T4, responsabili del mantenimento tra sintesi e degradazione di tali elementi, al fine di garantire una corretta omeostasi;
- controllo sull’apparato cardio-vascolare, che migliora le prestazioni del cuore e la circolazione sanguigna, per assicurare ai tessuti un adeguato apporto di ossigeno;
- controllo sull’apparato respiratorio, che ottimizza i processi di ventilazione polmonare;
- controllo sul sistema nervoso centrale, che si verifica durante lo sviluppo embrionale del feto e che garantisce un giusto sviluppo dei neuroni e delle sinapsi;
- controllo sull’apparato riproduttivo, che è collegato allo sviluppo dei testicoli e alla spermatogenesi nell’uomo e alla regolarità del ciclo mestruale nella donna;
- controllo sull’apparato gastro-intestinale, dove regola la funzionalità di digestione e di motilità intestinale;
- controllo sull’apparato renale, con miglioramento della funzione di filtrazione glomerulare e sintesi dell’eritropoietina.
Piuttosto che intervenire su un singolo organo, gli ormoni tiroidei coordinano tutte le loro funzioni, contribuendo a modularne l’attività fisiologica.
Quali problemi può dare la tiroide
Le patologie della tiroide sono riconducibili a due condizioni: da un lato una minore funzionalità ghiandolare (ipotiroidismo) e d’altro lato una maggiore funzionalità (ipertiroidismo).
Quando la tiroide non funziona a sufficienza, la concentrazione degli ormoni risulta inadeguata e il paziente mostra alterazioni metaboliche a tutti i livelli, soprattutto per quanto riguarda la termoregolazione e il metabolismo basale.
Quando al contrario essa è iper-stimolata, il metabolismo accelera e insorgono alcune manifestazioni, come esoftalmo, dimagramento, irrequietezza e insonnia.
Il gozzo tiroideo è un disturbo derivante dalla carenza di iodio nell’alimentazione che porta a un’insufficiente sintesi ormonale e alla crescita di un gozzo nel collo.
I noduli tiroidei consistono in ammassi di cellule anomale che si localizzano tra i follicoli e che in alcune condizioni possono degenerare in forme neoplastiche. Si tratta di formazioni solide o piene di liquido che si formano all’interno della ghiandola stessa e rappresentano la malattia tiroidea più frequente. I noduli sono quasi sempre formazioni benigne e solo nello 5-10% dei casi hanno caratteristiche di malignità (tumori della tiroide). Nella maggior parte dei casi non sono gravi e non causano disturbi (sintomi), quindi spesso si scopre di averli in modo del tutto casuale.
La tiroidite è una malattia infiammatoria della tiroide, spesso su base autoimmune.
Il carcinoma tiroideo, una malattia piuttosto rara, deriva dalla trasformazione di tireociti in elementi tumorali.

caratteristiche ipotiroidismo
Quali sono i sintomi delle patologie della Tiroide
Come riporta anche il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, nei soggetti adulti l’ipotiroidismo, raramente provoca sintomi nelle fasi iniziali dell’insorgenza ma se non viene curato, è probabile che in futuro possa arrecare danni alla propria salute.
Riconoscere i sintomi delle disfunzioni della tiroide non è semplice in quanto la patologia si sviluppa in maniera lenta e silente.
Se vogliamo riassumerli, senza voler creare allarmismo in quanto questi sintomi devono comunque essere frequenti, ecco un elenco per quel che riguarda l’IPOTIROIDISMO: fatica, aumento della sensibilità al freddo, pelle secca, aumento di peso, raucedine, viso gonfio, stitichezza, debolezza con dolori muscolari, rigidità o dolore delle articolazioni, aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, perdita di capelli, depressione, alterazioni della memoria, ciclo mestruale irregolare, rallentamento del battito cardiaco.
Per l’IPERTIROIDISMO invece possiamo elencare: nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso con appetito aumentato, battito cardiaco rapido o irregolare, rigonfiamento visibile della ghiandola tiroidea, disturbi del sonno e irregolarità del ciclo mestruale.
Come potete notare, sono sintomi che si possono manifestare per decine di altre patologie, per cui un primo consulto dall’endocrinologo potrà fugare ogni dubbio per il quale si pensi di ricondurre questi sintomi al cattivo funzionamento della propria tiroide.

caratteristiche ipertiroidismo
Come si cura la Tiroide
Trattare la tiroide con una terapia adeguata è importantissimo. La cura dipende dai sintomi che si manifestano. In caso di ipotiroidismo, di solito è sufficiente assumere quotidianamente delle pastiglie contenenti levotiroxina, ovvero l’ormone tiroideo T4. È un farmaco da prendere per bocca a stomaco vuoto.
Il problema di questa terapia è arrivare nel minor tempo possibile al dosaggio giusto, perché l’assunzione di una quantità di levotiroxina troppo elevata può dare qualche effetto collaterale fastidioso, come crampi muscolari, vomito, diarrea, perdita di peso, problemi del sonno, battito cardiaco irregolare, sudorazione e mal di testa.
Nulla di grave ma è ovvio che ci si crea un disagio. Di contro un dosaggio più basso di quello necessario non produce gli effetti desiderati.
Per quel che concerne il trattamento dell’ipertiroidismo invece, entrano in campo altri fattori come l’età, la condizione fisica e la gravità. Le terapie possibili sono la terapia radiometabolica con iodio radioattivo, l’assunzione di farmaci detti “anti-tiroide” (tionamidi), farmaci beta-bloccanti e, in ultima battuta, la chirurgia che prevede l’asporto della tiroide (tiroidectomia).
Quando togliere la Tiroide
Si ricorre alla tiroidectomia, quando non è possibile trattare il paziente con altre cure, vuoi perché i farmaci non sortiscono l’effetto desiderato, vuoi perché coesistono altre cause. Ad esempio a seguito di recidiva dopo il trattamento con i farmaci o quando si presenta alla vista un gozzo decisamente di dimensioni grandi.

gozzo
Quali esami fare per la Tiroide
I cosiddetti esami della tiroide, sono test diagnostici in grado di individuare eventuali patologie presenti nella ghiandola tiroidea. Dalle indagini ematiche ed ecografiche si evince se il soggetto è affetto da ipotiroidismo o ipertiroidismo, nonché se sono presenti dei noduli tiroidei, la tiroidite, il gozzo, il morbo di Graves e infine il cancro alla tiroide.
Il primo esame è quello visivo e palpatorio, effettuato da un endocrinologo, analisi del sangue per verificare la quantità di ormoni tiroidei T3 e T4, dell’ormone ipofisario TSH.
I test comprendono inoltre una ecografia tiroidea, il test degli autoanticorpi tiroidei, la scintigrafia tiroidea e l’agobiopsia. Tutto questo in base al tipo di patologia, alla sua gravità e al giudizio dell’endocrinologo curante.
Come si vive senza Tiroide?
Premettiamo che la tiroide è un organo essenziale per la vita umana e che senza i farmaci necessari, vivere senza tiroide non sarebbe possibile.
La tiroide è responsabile della regolazione del metabolismo umano, dello sviluppo cerebrale e scheletrico, si occupa della sintesi delle proteine, dello sviluppo della pelle, dei peli e degli organi genitali, concorre alla regolazione del battito cardiaco, della temperatura corporea e della produzione delle cellule del sangue.
Quando si toglie la tiroide è quindi necessario assumere quelle sostanze, di cui abbiamo parlato nel corso di questo articolo, che vadano a sostituire la funzione della ghiandola tiroidea.
Tranquillizziamo subito i nostri lettori dicendo che senza tiroide, ma assumendo il giusto dosaggio di farmaci, si vive in maniera del tutto normale.
L’alimentazione non è soggetta a restrizioni, salvo le indicazioni generali che si danno a tutti, che sono quelle di mangiare in maniera corretta ed equilibrata.
Alcuni studi hanno invece riscontrato l’insorgenza di disfunzioni sessuali in una certa percentuale di soggetti di genere diverso, in caso di ipotiroidismo e ipertiroidismo. In tal senso, con l’asportazione della tiroide, una volta riportati i valori ai livelli giusti, non esistono conseguenze né per gli uomini, né per le donne.
Curiosità: senza tiroide si ingrassa?
Il dire comune afferma che dopo l’asportazione della tiroide il fisico tende ad ingrassare. Benché questo possa avere un fondamento in rari casi, con una corretta terapia possiamo dire con certezza che la sua assenza non è correlata ad eventuali aumenti di peso.
Redatto con la supervisione della Dottoressa Nunzia Brusca, endocrinologo Latina, ricercatrice nell’ambito delle tireopatie e in particolar modo nel campo delle autoimmunopatie tiroidee e del malassorbimento della tiroxina.