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La cosiddetta sindrome del dito a scatto (Tenosinovite Stenosante dei flessori delle dita), non è una patologia pericolosa o che mette in pericolo di vita. Tuttavia può essere molto fastidiosa e inficiare le normali attività quotidiane. Vediamo di cosa si tratta, nello specifico, e come si può contrastare.

 

Il dito a scatto spiegato dall’ortopedico

La tenosinovite stenosante, comunemente nota come “dito a scatto“, è una patologia che interessa i tendini flessori della mano al passaggio sotto le pulegge. Le pulegge sono dei “ponti fibrosi” sotto ai quali scorrono i tendini flessori. Quando i tendini flessori sono infiammati, spesso si sviluppa una zona di ispessimento delle Ioro guaine, che determina dolore al loro passaggio al di sotto delle pulegge e, nei casi più gravi, un blocco in flessione del dito, spesso risolvibile con il classico “scatto”.

Il trattamento del dito a scatto prevede la somministrazione di antinfiammatori, l’applicazione di tutori e si avvale dell’uso della fisioterapia durante le prime fasi. Quando questi trattamenti non sono sufficienti, si può effettuare un intervento che prevede l’apertura della puleggia in modo che i tendini possano scorrere liberamente. Il movimento attivo del dito è consentito subito dopo l’intervento.

Dopo aver riportato la spiegazione tecnica del nostro ortopedico, proviamo insieme ad andare più in profondità, parlando più ampiamente dei sintomi, le cause e le terapie per il dito a scatto.

 

guaina sinoviale

guaina sinoviale

 

Dito a scatto: di cosa si tratta

Le dita sono formate da ossa, articolazioni, cartilagini, tendini e rivestimento tissutale sia muscoloso che fibroso. Quando parliamo di dito a scatto dobbiamo pensare a una disfunzione legata alla guaina sinoviale, ovvero il rivestimento tubolare all’interno del quale scorrono, si muovono ed estendono i tendini.

Se la guaina sinoviale si infiamma, si gonfia e diventa più spessa, ostacola il naturale movimento tendineo e provoca il fastidioso disturbo del “dito a scatto” che, anziché muoversi in maniera fluida, scatta e sembra bloccarsi per qualche secondo prima di rispondere ai comandi.

Questo perché quando i tendini vengono chiamati in causa da un determinato movimento, possono subire uno schiacciamento all’altezza del rigonfiamento della guaina ed è per questo che si manifesta la sensazione di “scatto” nelle dita corrispondenti.

In alcuni casi il dito può addirittura bloccarsi in flessione, rendendo necessario uno sforzo doloroso per raddrizzarlo.

 

Sintomi del dito a scatto

Chi soffre di dito a scatto, generalmente, se ne accorge da solo e solitamente chiede consiglio al medico curante portandogli già una diagnosi. Il disturbo non compare mai improvvisamente ma, piuttosto, inizia con dei campanelli d’allarme che, via via, si fanno più evidenti e ingravescenti.

Inizialmente si può avvertire un indolenzimento alla base del dito, alla base del quale potrebbe essere comparso un piccolo nodulo. Ma a questo si potrebbe non fare caso, pensando che sia un qualcosa di temporaneo. È invece molto più facile accorgersene con la manifestazione vera e propria dei sintomi considerati tipici.

Ad esempio potrebbe capitare, mentre si digita al computer, di notare che un dito non scorre come faceva abitualmente sulla tastiera ma che si inceppa a mezz’aria, costringendo a pigiare forte sul tasto o addirittura, sbagliando traiettoria causando frequenti errori di battitura.

Oppure, un altro campanello d’allarme lo si può cogliere nell’allacciare i bottoni della camicia o della giacca; ci si accorge che un dito resta come incastrato in sé stesso, costringendo a insistere più volte per fargli compiere il movimento desiderato.

Man mano che il problema peggiora si può arriva a sentire un crampo in corrispondenza del dito interessato e avvertirlo come temporaneamente paralizzato, incapace di muoversi, per poi effettuare il movimento richiesto velocemente e in maniera poco precisa.

Si può comunque ragionevolmente giungere alla conclusione che vi sia un problema di tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, provando ad aprire la mano (estenderla) da una posizione inziale a pugno: se una o più dita rimangono piegate, estendendosi solo in un secondo momento facendo un piccolo scatto, è probabile che siate interessati dalla patologia.

Riassumendo, elenchiamo i sintomi del dito a scatto:

  • Movimento a scatto di una o più dita
  • Indolenzimento alla base del dito con comparsa di un piccolo nodulo nella zona
  • Gonfiore alle dita
  • Rigidità e difficoltà nel muovere le dita
  • Dolore che si può avvertire fino all’altezza del polso
  • Blocco delle dita in posizione piegata con sforzo e dolore per estenderle completamente

 

A quale età si manifesta solitamente il dito a scatto

La sindrome del dito a scatto interessa prevalentemente persone adulte in età compresa tra i 40 e i 60 anni, con il sesso femminile maggiormente interessato di quello maschile. Ma è possibile che insorga anche tra i bambini da zero a 12 anni, interessando quasi sempre solo il dito pollice.

Per quel che riguarda gli adulti invece, le dita maggiormente interessate dalla patologia sono il pollice, il medio e l’anulare

 

Cause del dito a scatto (Quando e perché)

Esistono diverse cause che possono provocare la sindrome delle dita a scatto, la prima delle quali è sottoporre spesso le dita a movimenti ripetitivi.

Alcuni esempi possono essere:

  • Digitare per ore al pc o sul telefonino
  • Svolgere una professione in cui si fanno sempre gli stessi movimenti (ad esempio alla cassa di un supermarket o alla catena di montaggio)
  • Avere un hobby che costringe a movimenti di precisione ripetitivi.

Un’altra causa può essere di tipo post-traumatico, tipica degli sportivi che praticano sport che coinvolgono la mano. Un trauma a carico delle dita infatti può lasciare come strascico questa patologia.

Altra possibilità è la sua comparsa in associazione a malattie più gravi come l’artrite reumatoide, l’artrosi primaria della mano, la gotta, il diabete, l’ipotiroidismo o il morbo di Dupuytren.

Più banalmente, infine, è possibile notare dei movimenti a scatto nelle dita quando si arriva alla mezza età, a causa della naturale perdita di elasticità dei muscoli e dei tessuti, provocata dalla flessione fisiologica della produzione di collagene.

 

Diagnosi del dito a scatto

Generalmente non servono esami molto impegnativi per diagnosticare la sindrome del dito a scatto. Al medico di base basterà ascoltare l’anamnesi riferita dal paziente e, al massimo, vedere con i propri occhi il movimento poco naturale del dito interessato.

Può essere che venga richiesta un’ecografia o una radiografia per stabilire la causa certa del problema. A volte, infatti, può esserci una microfrattura concomitante o una grave perdita di collagene, per esempio in caso di osteoporosi. In questi casi, alla fisioterapia e agli esercizi rafforzativi, va abbinata un’adeguata terapia farmacologica per curare la patologia sottostante.

 

Cure e Rimedi per il dito a scatto

Come curare il dito a scatto? A volte e nei casi più semplici, basta semplicemente trattare la parte interessata con del ghiaccio, utile a ridurre l’infiammazione della guaina sinoviale e dei tendini.

Se invece la patologia è in uno stato più avanzato il medico curante (meglio se uno specialista ortopedico o un neurologo), può prescrivere diversi rimedi.

Può infatti essere necessario indossare un tutore durante la notte per mantenere i tendini in estensione ed evitare i movimenti delle dita, permettendo così di ridurre l’infiammazione. In altri casi, soprattutto nella fase acuta della patologia, si può ricorrere alle infiltrazioni. Poi ovviamente vi è la classica cura con farmaci analgesici e antinfiammatori non steroidei (FANS), per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore. Ma il rimedio d’elezione è sicuramente la fisioterapia, attraverso una specifica “ginnastica per il dito a scatto”.

Un capitolo a parte merita l’intervento chirurgico. Se la patologia venisse diagnosticata in fase precoce, molto probabilmente si riuscirebbe ad evitarlo. Purtroppo quando i pazienti si rendono conto di avere il problema e che è necessario farsi visitare da un ortopedico, la patologia è già in fase avanzata ed evitare l’intervento chirurgico per curare il dito a scatto diventa davvero molto difficile.

tutore per dito a scatto

tutore per dito a scatto

 

 

Fisioterapia per il dito a scatto

Il dito a scatto può essere trattato per migliorare la condizione o guarire completamente, soprattutto nei pazienti più giovani.

A prescindere dalla causa che ha scatenato la problematica, la fisioterapia è sempre la scelta d’elezione, al limite abbinata alle cure farmacologiche prescritte dal medico di base o dallo specialista ortopedico.

Funzionano molto bene anche tecniche terapeutiche come la magnetoterapia, la crioterapia e la laser terapia, che permettono di far regredire l’infiammazione della guaina sinoviale.

Queste cure strumentali, vanno però sempre combinate con un protocollo di fisioterapia riabilitativa, che mira a ripristinare la forza dei tendini e dei muscoli e a riportare equilibrio nella connessione mente-corpo, fondamentale per controllare i movimenti, soprattutto quelli di precisione.

 

Tecniche e strumenti per la riabilitazione da dito a scatto

Il fisioterapista incaricato di eseguire la riabilitazione delle dita interessate dalla patologia deve innanzi tutto poter procedere in un quadro infiammatorio debellato. Per questo è possibile iniziare con trattamenti strumentali utili allo scopo come la tecar terapia, la magnetoterapia, la laser terapia e ultrasuoni. Risulterà poi necessario utilizzare tecniche di terapia manuale, utili per ridurre la tensione e la rigidità dei tessuti tendinei. Quindi si effettueranno massaggi e mobilizzazione in trazione.

Per maggiori info e per il trattamento del dito a scatto, chiamate il nostro poliambulatorio a Latina Physiofit, dove sarà possibile prenotare un consulto ortopedico, neurologico e fisioterapico.

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