I muscoli del polpaccio sono alcuni dei muscoli più importanti del nostro corpo che supportano varie attività, tra cui quelle più elementari, come camminare e correre ma soprattutto i movimenti che richiedono potenza esplosiva e resistenza come il salto.
Strappo al Polpaccio
Per un atleta, incorrere nello strappo al polpaccio significa dover affrontare un periodo di stop e se non venisse gestito adeguatamente ci sarebbe rischio di un nuovo infortunio e un recupero prolungato.
Quando parliamo di strappo al polpaccio sottintendiamo una lesione ai muscoli dello stesso provocata da uno “stiramento” eccessivo. Si verificano comunemente negli sport che comportano corsa ad alta velocità o maggiori volumi di carico di corsa, accelerazione e decelerazione, nonché durante condizioni di gioco o prestazioni affaticanti.
Gli sport in cui accade con più frequenza sono:
- Running 23%
- Atletica leggera 14%
- Calcio 6%
- Tennis 5.2%
- Basket 2.5%
Sintomi comuni della lesione muscolare includono dolore, gonfiore e impossibilità nel continuare l’attività ma andremo ad analizzarli più nel dettaglio di seguito.
Ciò si verifica quando la capacità di carico delle strutture, ovvero la quantità di stress che normalmente possono sopportare, diminuisce (es. saltando una o più sedute di allenamento il musco perde parte del suo condizionamento) oppure il carico applicato alle stesse strutture aumenta (es. aumento del numero di allenamenti settimanali, aumento del carico di esercizi nell’allenamento ecc…).

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Anatomia del polpaccio
Il polpaccio è localizzato nella parte inferiore della gamba tra il ginocchio e la caviglia ed è formato da due muscoli principali:
- Gastrocnemio: il muscolo più grande e superficiale del polpaccio, che si divide in due capi: il capo mediale e il capo laterale. È più suscettibile alle lesioni poiché è un muscolo bi-articolare (le lesioni di solito sono a carico del gastrocnemio mediale nel 27,2 % dei casi, del gastrocnemio laterale nel 3,5%)
- Soleus o Soleo: un muscolo più sottile che si trova sotto il gastrocnemio.
Questi muscoli si uniscono nella porzione terminale vicina al calcagno per formare il tendine d’Achille.
Entrambi i muscoli del polpaccio sono responsabili della flessione plantare di caviglia (sollevamento sulle punte in carico), ma solo il gastrocnemio partecipa anche alla flessione del ginocchio.
Lo strappo al polpaccio
Lo strappo al polpaccio è una lesione muscolare che si verifica quando le sue fibre muscolari non riescono a sopportare le forze di trazione eccessive applicate su di esse.
In parole semplici, l’allungamento delle fibre muscolari, in determinate condizioni può causare una lacerazione e, a seconda dell’entità del danno, si può verificare uno strappo muscolare parziale o completo.
Quella al polpaccio è una lesione piuttosto comune, rappresenta nel calcio il 13% di tutte le lesioni muscolari.
Può verificarsi in seguito a un trauma, ad uno sprint o salto oppure a causa di un sovraccarico muscolare. Durante le attività sportive come lo sprint, il polpaccio, deve far fronte ad elevate forze e rapidi cambiamenti nella lunghezza durante il movimento.
Sintomi dello Strappo al Polpaccio
I sintomi dello strappo al polpaccio sono:
- Dolore acuto che non permette di continuare le attività
- Gonfiore
- Edema
- Difficoltà a camminare
- Dolore alla flessione plantare
- Dolore allo stiramento
In caso di strappo al polpaccio, è importante rivolgersi a un fisioterapista per una valutazione e un trattamento adeguati.
Se non gestito adeguatamente infatti, lo strappo o lesione del polpaccio può comportare un periodo di riabilitazione prolungato e il rischio di recidiva molto alto.
Gli Strappi Muscolari

Gli strappi muscolari possono essere suddivisi in tre categorie in base alla gravità della lesione (Peetrons, 2002):
- Strappo di primo grado: è la forma più lieve, in cui si verifica la rottura di poche fibre muscolari. Il dolore è solitamente lieve e si avverte soprattutto durante la contrazione e l’allungamento del muscolo. Il recupero è generalmente rapido, in circa 2-3 settimane.
- Strappo di secondo grado: è una lesione più grave, in cui si verifica la rottura di un numero maggiore di fibre muscolari. Il dolore è più intenso e si può associare a gonfiore, ematoma e difficoltà di movimento. Il recupero richiede circa 4-6 settimane.
- Strappo di terzo grado: è la lesione più grave, in cui si verifica la rottura completa del muscolo. Il dolore è molto intenso e si può associare a gonfiore, ematoma e impossibilità di muovere il muscolo. Il recupero richiede circa da 3 a 12 mesi
In base al risultato di accertamenti diagnostici potremmo dividere le lesioni muscolari in:
- Lesioni Funzionali: (es. Lesione di primo grado) Condizione clinica di sofferenza muscolare senza evidenze di un danno negli esami strumentali
- Lesioni Strutturali: (es. Lesioni di secondo e terzo grado) Danno muscolare visibile tramite risonanza o ecografia
Questo poiché non tutti gli strappi sono visibili alla risonanza magnetica o all’ecografia, nel caso di lievi lesioni, infatti, questi esami potrebbero risultare negativi togliendo del tempo alla riabilitazione, per questo è importante prima la visita fisioterapica e, se necessario, approfondimenti di carattere medico così da permettere un recupero più rapido.
Un’ulteriore classificazione riguarda la direzione della lacerazione che interessa il ventre muscolare:
- Strappi longitudinali: la rottura delle fibre muscolari avviene nella stessa direzione delle fibre stesse.
- Strappi trasversali: la rottura delle fibre muscolari avviene in una direzione perpendicolare alle fibre stesse.
Fattori che possono aumentare il rischio di strappo muscolare del polpaccio
Tra i fattori che possono aumentare il rischio di strappo al polpaccio possiamo trovare:
- Età maggiore
- Storia di lesioni muscolari (anche in altri distretti)
- Rigidità muscolare: I muscoli tesi sono vulnerabili allo sforzo. Gli atleti dovrebbero seguire un programma di esercizi giornalieri.
- Squilibrio muscolare: Poiché i muscoli quadricipiti e posteriori della coscia lavorano insieme, se uno è più forte dell’altro, il muscolo più debole può essere sottoposto a tensioni eccessive.
- Scarso condizionamento: Se i tuoi muscoli sono deboli, saranno meno capaci di sopportare lo stress dell’esercizio fisico e avranno maggiori probabilità di infortuni.
- Sovraccarico muscolare: allenarsi troppo intensamente o troppo spesso può aumentare il rischio degli strappi muscolari.
- Riscaldamento insufficiente: un riscaldamento insufficiente può rendere i muscoli del polpaccio più rigidi e meno elastici, aumentando il rischio di lesioni.
- Fattori ambientali: indossare scarpe inadeguate o praticare sport su superfici irregolari possono aumentare il rischio di incorrete negli strappi muscolari.
Come prevenire lo strappo al polpaccio?
La prevenzione degli strappi muscolari è molto più facile rispetto al trattamento che seguirebbe per guarire da questo tipo di lesione.
Ecco, quindi, alcuni consigli per prevenire che accadano:
- Riscaldarsi adeguatamente prima di qualsiasi attività fisica
- Fare stretching dinamico regolarmente perché aiuta a ridurre la tensione e a migliorare la flessibilità dei muscoli
- Nel caso lo si avverta, evitare di sopportare il dolore e fermarsi subito, restare a riposo e rivolgersi al fisioterapista di fiducia
- Indossare scarpe adeguate che offrano un supporto sufficiente durante l’attività fisica.
Infine, ascolta il tuo corpo e non sovraccaricarti con gli allenamenti, poiché ciò potrebbe sforzare eccessivamente i muscoli del polpaccio e aumentare il rischio di lesioni.
Fisioterapia per lo strappo al polpaccio

Il percorso di fisioterapia più indicato dipende ovviamente dalla gravità dello strappo, che verrà valutata clinicamente dal fisioterapista con un consulto medico ortopedico se sarà opportuno. Le lesioni di grado I e II possono essere trattate conservativamente senza l’ipotesi di chirurgia.
Fondamentalmente i primi 3-4 giorni sono importantissimi per recuperare bene da una lesione muscolare al polpaccio ed evitare ulteriori danni alla zona interessata.
In questa fase acuta avviene la rimozione del tessuto danneggiato, i macrofagi, ovvero grandi cellule, mangiano batteri, neutrofili morti e tessuti danneggiati
Nei primissimi giorni, quindi, si consiglia l’adozione del protocollo PEACE & LOVE
- Protezione: subito dopo l’infortunio il distretto va protetto nei primi giorni evitando il dolore eccessivo
- Elevazione: L’arto può essere messo in elevazione aumentando il ritorno dell’edema
- Evitare antinfiammatori: il processo infiammatorio successivo alla lesione è necessario alla guarigione del tessuto, assumendo antinfiammatori si allunga il tempo di guarigione
- Educazione: Recarsi dal fisioterapista per gestire questa problematica e ottimizzare il processo di guarigione
- Carico ottimale: il carico precoce aumenta la funzionalità del muscolo e favorisce la riduzione del dolore nel breve termine. L’esercizio è sempre la scelta più appropriata per la gestione
- Ottimismo
- Vascolarizzazione: La gestione delle lesioni deve includere l’attività fisica cardiovascolare per migliorare la performance e mantenere l’atleta in condizioni ottimali
- Esercizio: Riduce il rischio di nuovi infortuni e prepara l’atleta al ritorno allo sport in sicurezza ripristinando mobilità, forza e propriocezione
Il ghiaccio potrebbe determinare un sollievo temporaneo dal dolore nei primi giorni post-infortunio ma non ha effetti sulla funzionalità.
La riabilitazione dopo questo periodo prevede un allungamento graduale del muscolo e un progressivo aumento del programma di rafforzamento muscolare e dei carichi.
Sempre nei primissimi giorni dall’infortunio, è fortemente consigliato evitare quanto previsto dall’acronimo HARM
- HEAT(Calore): Da evitare perché aumenta il sanguinamento, il gonfiore e il dolore
- ALCOOL: Da evitare perché aumenta il sanguinamento, il gonfiore e maschera i sintomi
- RUNNING (Corsa): Il riposo è essenziale
- MASSAGE (Massaggio): Meglio evitare il massaggio perché potrebbe aumentare il sanguinamento e il gonfiore e creare delle complicanze a livello della lesione
Il rispetto di questi divieti farà in modo che le fisioterapie consentano all’atleta di tornare a praticare lo sport nel minor tempo possibile dal giorno in cui è avvenuto lo strappo al polpaccio.
A seguito del primo approccio, il fisioterapista tratterà il polpaccio con l’intento di ridurre il dolore, il gonfiore e la rigidità.
Trattamento specifico
Il trattamento fisioterapico dello strappo al polpaccio dipende dalla sintomatologia che deriva dalla lesione.
Nelle prime 72 ore dopo la lesione muscolare, la terapia si concentrerà sulla gestione del gonfiore e sulla gestione del dolore attraverso esercizi di contrazione semplice che non stimolano la risposta dolorosa nell’atleta.
Successivamente inizia il vero e proprio processo di riabilitazione per ripristinare la gamma di movimento, la forza muscolare e quindi la riqualificazione specifica per lo sport per garantire che il muscolo sia in condizioni perfette per l’attività sportiva a cui si desidera tornare.
Per riassumere e schematizzare i vari passaggi della riabilitazione a seguito di uno strappo al polpaccio, possiamo citare quanto previsto nel protocollo utilizzato dalla American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS):
Fase acuta: la fase acuta inizia subito dopo l’infortunio e dura circa 3-4 giorni. In questa fase, è importante:
- Ridurre il dolore e il gonfiore.
- Prevenire complicanze.
- Favorire la guarigione.
Fase subacuta: la fase subacuta dura circa 2-4 settimane. In questa fase, è importante:
- Iniziare a mobilizzare e rafforzare il muscolo interessato: Lo si fa attraverso il recupero della funzionalità base ed il carico precoce in cui il muscolo interessato andrà a sottoporsi a stress adeguati alla sintomatologia
Fase di ritorno all’attività: la fase di ritorno all’attività dura circa 4-6 settimane. In questa fase, è importante:
- Aumentare gradualmente l’intensità e la durata dell’attività fisica: ci si concentra sul ritorno allo sport passando per la corsa ed esercizi di potenza ed esplosività, fino ad arrivare ai movimenti sport-specifici e al meccanismo di infortunio in sicurezza
Trattamento dello strappo al Polpaccio in Physiofit
Qui in Physiofit Fisioterapia Latina, essendo specializzati nella riabilitazione degli atleti a seguito di infortuni e lesioni muscolari, preferiamo una gestione attiva del problema che vede al centro l’esercizio terapeutico.
I nostri fisioterapisti, attraverso il progressivo e corretto rinforzo dei muscoli e anche grazie alla misurazione periodica della forza muscolare tramite la macchina isocinetica, cercano di riportare l’atleta nelle migliori condizioni a fare sport, nel minor tempo possibile e riducendo al minimo i rischi di recidiva.
All’atleta verrà anche dato un programma di riabilitazione muscolare mirato da fare a casa nelle prime fasi e in campo insieme al preparatore atletico, per far progredire il muscolo attraverso ciascuna delle fasi di guarigione.
L’importanza dell’esercizio sta nel fatto che un muscolo forte è un muscolo che andrà poco incontro a lesione, dopo una lesione muscolare è fondamentale riportare la condizione di forza del muscolo interessato a livello pre-infortunio.
Foto di copertina: https://www.sportsinjurybulletin.com/anatomy/rehabilitation-of-soleus-muscle-injuries-in-distance-runners
Sono contento di aver letto il vostro articolo sul dolore al polpaccio, molto ben fatto e interessante, seguirò i vostri consigli per alleviare il dolore che mi impedisce la giusta deambulazione,ma soprattutto mi rivolgerò al mio amico fisioterapista per valutare se il dolore è dovuto ad uno strappo.Io ho 73 anni ho sempre praticato il calcio che ho smesso da alcuni anni e la bici che tutt’ora pratico,da tantissimi anni al mattino faccio 12 esercizi da 30 secondi l’uno circa 10 minuti, facendo l’esercizio della corsa da fermo ho variato l’esercizio portando verso il torace le ginocchia ,non avevo mai corso da fermo in questo modo e ho avuto la prima fitta al polpaccio, all’ indomani ripetendo l’ esercizio ho accusato una fitta molto più dolorosa del giorno precedente e adesso sono a riposo ho dolore e non riesco a camminare normalmente. Guariro’.Grazie per il vostro articolo.