Fibrillazione Atriale: cos’è
La fibrillazione atriale consiste in un’anomalia del battito cardiaco. Durante l’evento di fibrillazione, l’atrio perde la coordinazione con i ventricoli e questo provoca un’accelerazione improvvisa e intensa dei battiti che, pur aumentando, non riescono a pompare efficacemente il sangue in tutto il corpo.
Questo può comportare, nei casi più gravi, un’insufficiente ossigenazione degli organi vitali, incluso il cervello. La fibrillazione atriale è un disturbo piuttosto comune, infatti interessa oltre il 6% della popolazione over 60.
Dal punto di vista clinico la fibrillazione atriale si suddivide in base al modo di presentazione in:
- Parossistica: quando gli episodi si presentano e si risolvono spontaneamente in un tempo inferiore a una settimana
- Persistente: quando l’episodio aritmico non si interrompe spontaneamente ma solo in seguito a interventi terapeutici esterni
- Permanente: quando non siano ritenuti opportuni tentativi di cardioversione, o gli interventi terapeutici si siano dimostrati inefficaci
La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia cardiaca caratterizzata da una completa irregolarità dell’attivazione elettrica degli atri. In presenza di tale anomalia, le normali contrazioni atriali vengono sostituite da movimenti caotici, completamente inefficaci ai fini della propulsione del sangue. Nei Paesi occidentali la prevalenza della fibrillazione atriale è stimata tra lo 0,4 % e l’1% nell’intera popolazione, aumentando con l’età fino al 5% oltre i 65 anni e all’8% nelle persone con più di 80 anni. Fonte Istituto Superiore di Sanità.
Le cause della fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale è, a volte, una caratteristica soggettiva idiopatica, ossia senza una causa specifica. Può dipendere da fattori genetici o, semplicemente, essere considerata un’anomalia benigna.
In altri casi, invece, può dipendere da:
- malformazioni cardiache congenite
- valvulopatie, ossia patologie a carico delle valvole del cuore
- miocardite
- patologie ormonali come, ad esempio, disturbi della tiroide
- infarto del miocardio in corso o pregresso
- embolia polmonare in corso o pregressa
- patologie di tipo metabolico come, ad esempio, l’obesità o il forte sovrappeso
- ipertensione
- assunzione sconsiderata di caffeina o di termogenici, integratori spesso utilizzati in ambito sportivo per accelerare il metabolismo o nell’ambito di diete dimagranti per perdere peso più velocemente
- abuso di alcol.
È importante ricordare che ogni disturbo cardiaco non debba mai essere sottovalutato. In caso si sentisse, improvvisamente, il cuore battere in modo disordinato o troppo veloce è sempre necessario sentire, il prima possibile, il parere del proprio medico di famiglia che con tutta probabilità, consiglierà un consulto con il cardiologo.
Sarà il cardiologo a individuare la natura del problema e ad effettuare i necessari accertamenti per stabilire una diagnosi ed, eventualmente, una terapia precisa e adeguata.
Sintomi della Fibrillazione Atriale
Non sempre alla fibrillazione atriale si possono associare dei segnali che facciano pensare all’insorgenza di questa patologia. Spesso infatti il paziente viene reso edotto della sua presenza dopo dei normali controlli di routine, come può essere ad esempio un elettrocardiogramma. Fino ad allora il soggetto non manifestava sintomo alcuno.
In alcuni casi invece, la fibrillazione atriale manifestandosi mostra segnali evidenti che possono prevedere:
- Affaticamento
- Palpitazioni
- Vertigini
- Stanchezza
- Sensazione di costrizione o pressione toracica
Frequenza battito del cuore in caso di fibrillazione atriale
Partendo dal parametro dei soggetti in salute, i cui battiti cardiaci sono regolari e si attestano in condizioni di riposo fra le 60 e le 100 pulsazioni al minuto, nei pazienti con fibrillazione atriale i battiti avvengono con frequenza irregolare e possono superare tranquillamente i 100 al minuto.
Fibrillazione atriale: fattori di rischio e prevenzione
La salute cardiaca può essere preservata, anche fino alla terza età, iniziando fin da giovani a mettere in atto alcune semplici strategie di prevenzione.
Per limitare il rischio di fibrillazione atriale è necessario:
- cercare di raggiungere e mantenere il proprio peso-forma, adottando uno stile alimentare ricco e vario e, se necessario, facendosi seguire da un medico specialista in nutrizione
- controllare regolarmente la propria salute generale, includendo anche esami del sangue ormonali e metabolici, in particolar modo controllando i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue
- eseguire un elettrocardiogramma di controllo ogni 12/18 mesi, soprattutto se si è soggetti ad alto rischio cardiovascolare
- mantenere la pressione arteriosa nei range di normalità, quindi su valori che si assestano attorno ai 90/120
- non fumare e limitare l’assunzione di caffeina e alcol
- contrastare la sedentarietà praticando un po’ di attività fisica ogni giorno.
Infatti, i fattori di rischio più pericolosi per la fibrillazione atriale sono: l’età pari o superiore a 60 anni, il sovrappeso, la pressione alta, il fumo di sigaretta e l’abuso di sostanze poco salutari quali il caffè e gli alcolici.
Di per se la fibrillazione atriale non mette in pericolo di vita il paziente se trattata adeguatamente, per cui ci si può convivere. Le cose a cui fare attenzione, motivo per il quale intraprendere un percorso di controlli cardiologici periodici, sono le complicanze verso le quali sono più a rischio, che possono manifestarsi attraverso ictus cerebrali e ictus ischemici.
Cure per la fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale è un tipo di aritmia che purtroppo mostra un’elevata resistenza alle possibili terapie, a causa della sua natura cronica.
Il cardiologo, a seconda dei casi specifici e della loro gravità, può scegliere di procedere in modi differenti:
- Somministrazione farmaci anticoagulanti
- Somministrazione farmaci antiaritmici
- Intervento di chiusura dell’auricola atriale
- Intervento di ablazione transcatetere di fibrillazione atriale
La malattia quindi è trattabile con farmaci anticoagulanti (utili per ridurre al minimo il rischio di complicanze trombo-emboliche) e farmaci antiaritmici (farmaci in grado di prevenire o interrompere le aritmie).
Un’alternativa alla terapia farmacologia è la chiusura dell’auricola atriale ma vi viene fatto ricorso solo quando il paziente sono ad alto rischio di emorragie.
Infine sottoponendo il paziente ad un piccolo intervento cosiddetto di “ablazione transcatetere” di fibrillazione atriale.
Quest’ultimo consiste nell’innesto di un catetere nel sistema venoso che arriva fino al cuore e tramite di esso, effettuare delle “ablazioni” (rimozioni) i percorsi elettrici anomali presenti nel tessuto cardiaco. Si tratta di un intervento mini invasivo la cui durata può variare dalle 2 alle 5 ore (nei casi più complessi) salvo complicanze.
Lo Specialista per la Fibrillazione Atriale
La fibrillazione atriale deve essere monitorata e tenuta sotto controllo dal cardiologo. Nel nostro Poliambulatorio a Latina riceve il Dott. Stefano De Angelis, Cardiologo. Il cardiologo è un medico specialista nella diagnosi e cura della patologie al sistema cardiovascolare.
CARDIOLOGIA POLIAMBULATORIO LATINA
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