Motivo di preoccupazione di tutti gli atleti, lo strappo muscolare, si manifesta a seguito di uno stress sul muscolo, maggiore di quanto esso possa sostenere. Qui in Physiofit, trattiamo ogni anno con la fisioterapia, la fase riabilitativa di decine di atleti che ne vengono colpiti.
Casistiche dello strappo muscolare negli atleti
È frequente che durante delle partite di calcio o altri sport, gli atleti si fermano all’improvviso toccandosi i muscoli posteriori della coscia. Spesso e volentieri, il motivo di infortuni di questo tipo è riconducibile proprio a strappi muscolari, chiamati anche “stiramenti” o più propriamente lesioni muscolari.
I muscoli flessori risultano i più colpiti in assoluto, seguiti dagli adduttori e dal retto femorale.
Ogni campionato, i calciatori di un club perdono in media 90 allenamenti e 15 partite solo a causa delle lesioni muscolari.
Esistono due principali meccanismi di lesione dei muscoli posteriori della coscia:
- Corsa ad alta velocità (sprint)
- Allungamento estremo
Con il supporto dei nostri fisioterapisti dello sport, andiamo allora a capire cosa sono le lesioni muscolari e come prevenirle.
Che cos’è uno stiramento o strappo muscolare?

Uno stiramento muscolare è il danno causato da un eccessivo allungamento del tessuto muscolare. Il tessuto muscolare si sovraccarica e raggiunge un punto di rottura in cui si verifica uno strappo o uno strappo parziale.
Ciò si tradurrà in dolore che persisterà se l’atleta tenta di allungare o contrarre il muscolo.
Dividiamo innanzitutto le lesioni muscolari in:
- Lesioni Funzionali: (es. Lesione di primo grado) Condizione clinica di sofferenza muscolare senza evidenze di un danno negli esami strumentali
- Lesioni Strutturali: (es. Lesioni di secondo e terzo grado) Danno muscolare visibile tramite risonanza o ecografia
A seconda della loro gravità, gli stiramenti muscolari sono classificati in 3 gradi (Peetrons, 2002):
Primo Grado: C’è un danno alle singole fibre muscolari (meno del 5% delle fibre). Si tratta delle lesioni più frequenti che richiedono da 2 a 3 settimane di assenza dallo sport.
Secondo Grado: C’è un danno più esteso, con più fibre muscolari coinvolte, il muscolo è completamente lesionato. Il periodo di riposo richiesto è solitamente compreso tra 3 e 6 settimane.
Terzo Grado: Si tratta di una rottura completa di un muscolo. In uno sportivo, questo di solito richiede un intervento chirurgico per riparare il muscolo. Il tempo di riabilitazione può variare da circa 3 mesi a 12 mesi.
Per tutti i gradi di lesione è di vitale importanza farsi valutare da un fisioterapista esperto per ottenere i consigli corretti e pianificare la giusta strategia di riabilitazione.

Sintomi dello strappo muscolare
I sintomi di uno strappo muscolare possono essere:
- Improvvisa comparsa di dolore durante l’attività
- Impossibilità a continuare l’attività
- Gonfiore
- Lividi o arrossamenti
- Sintomo doloroso a riposo nella fase acuta
- Un aumento del dolore durante l’uso del muscolo
- Significativa perdita di forza quando il muscolo interessato si contrae per completare un compito.
Per essere completamente sicuro che sia una lesione muscolare recati al più presto dal fisioterapista, l’anamnesi completa dei nostri professionisti costituisce una garanzia nel riconoscimento delle lesioni muscolari.
La valutazione fisioterapica permette di stabilire una base di partenza per il percorso riabilitativo, grazie a test muscolari si potrà notare la differenza di settimana in settimana
Cause principali dello strappo muscolare

Come abbiamo già accennato all’inizio, la causa principale dello strappo muscolare è un carico eccessivo che il muscolo non è in grado di sopportare. Quando può verificarsi questo carico eccessivo?
Un atleta può “stirarsi” in caso di:
- Sovraccarico eccessivo ai muscoli posteriori della coscia durante un’accelerazione.
- Brusco movimento in elevazione della gamba
- Carico degli allenamenti aumentato nel periodo precedente
- Squilibrio muscolare tra flessori ed estensori di ginocchio
- Squilibrio muscolare tra gamba dominante e non dominante
- Contusione diretta sul muscolo
Esistono però alcuni fattori che predispongono l’atleta a lesioni muscolari:
- Età avanzata
- Precedenti lesioni muscolari
- Gamba dominante (per lesioni anteriori)
- Tempo della partita: si verificano soprattutto alla fine del tempo di gioco
- Caratteristiche proprie del muscolo (flessibilità, forza muscolare)
Come si guarisce dallo strappo muscolare?
Il processo di guarigione di uno strappo muscolare inizia con un processo naturale che può durare da tre a cinque giorni. Questo è un momento cruciale durante il quale il riposo e la protezione della parte lesa sono vitali.
Durante la reazione infiammatoria, il corpo produce sostanze chimiche e cellule che rimuovono le fibre muscolari morte e avviano il processo di riparazione. Il processo di riparazione del muscolo si compone di 4 fasi:
- Emostasi (1 giorno – 3 giorni): L’emorragia provocata dalla lesione dei tessuti viene tamponata
- Infiammazione (3 giorni – 20 giorni): avviene la rimozione del tessuto danneggiato, i macrofagi, ovvero grandi cellule, mangiano batteri, neutrofili morti e tessuti danneggiati. Essi secernono inoltre fattori di crescita come chemochine e citochine stimolando l’infiammazione. I macrofagi giocano dunque un ruolo fondamentale nel processo di guarigione delle lesioni e nella lotta contro le infezioni
- Proliferazione (1 settimana – 6 settimane): si formano nuovi tessuti e vasi sanguigni: un processo chiamato angiogenesi. Nella fase finale della proliferazione, i bordi della ferita si restringono lentamente e iniziano a chiudersi.
- Rimodellamento (6 settimane – 2 anni): si ha proliferazione del collagene per rafforzare la cicatrice della lesione iniziale e permettere una resistenza alla trazione. Più la cicatrice viene sottoposta a stress progressivi più la qualità del tessuto aumenta
Cosa evitare per tornare in campo il prima possibile? HARM
- HEAT(Calore) Aumenta il sanguinamento, gonfiore e il dolore
- ALCOOL Aumenta il sanguinamento, gonfiore e maschera i sintomi
- RUNNING (Corsa) Il riposo è essenziale
- MASSAGE (Massaggio) Meglio evitare: potrebbe aumentare il sanguinamento e il gonfiore e creare delle complicanze a livello della lesione
Come vengono trattate le lesioni muscolari?

Il trattamento immediato consiste nel protocollo Peace & Love, acronimo inglese che sta per:
- Protezione: subito dopo l’infortunio il distretto va protetto nei primi giorni evitando il dolore eccessivo
- Elevazione: L’arto può essere messo in elevazione aumentando il ritorno dell’edema
- Evitare antinfiammatori: il processo infiammatorio successivo alla lesione è necessario alla guarigione del tessuto, assumendo antinfiammatori si allunga il tempo di guarigione
- Educazione: Recarsi dal fisioterapista per gestire questa problematica e ottimizzare il processo di guarigione
- Carico ottimale: il carico precoce aumenta la funzionalità del muscolo e favorisce la riduzione del dolore nel breve termine. L’esercizio è sempre la scelta più appropriata per la gestione
- Ottimismo
- Vascolarizzazione: La gestione delle lesioni deve includere l’attività fisica cardiovascolare per migliorare la performance e mantenere l’atleta in condizioni ottimali
- Esercizio: Riduce il rischio di nuovi infortuni e prepara l’atleta al ritorno allo sport in sicurezza ripristinando mobilità, forza e propriocezione
Il ghiaccio potrebbe determinare un sollievo temporaneo dal dolore nei primi giorni post-infortunio ma non ha effetti sulla funzionalità.
La riabilitazione dopo questo periodo prevede un allungamento graduale del muscolo e un progressivo aumento del programma di rafforzamento muscolare e dei carichi.
Per ridurre il rischio di re-infortunio, questo dovrebbe essere fatto sotto la supervisione di un fisioterapista esperto.
Fisioterapia per gli strappi muscolari

Riabilitazione isocinetica
Il trattamento fisioterapico dello strappo muscolare dipende dalla sintomatologia che deriva dalla lesione. Nelle prime 72 ore dopo la lesione muscolare, la terapia si concentrerà sulla gestione del gonfiore e sulla gestione del dolore attraverso esercizi di contrazione semplice che non stimolano la risposta dolorosa nell’atleta.
Successivamente inizia il vero e proprio processo di riabilitazione per ripristinare la gamma di movimento, la forza muscolare e quindi la riqualificazione specifica per lo sport per garantire che il muscolo sia in condizioni perfette per l’attività sportiva a cui si desidera tornare.
Il nostro team di fisioterapia per atleti utilizzerà tecniche di terapia manuale ed esercizi di stretching per ripristinare la corretta flessibilità del muscolo.
È consuetudine la prescrizione da parte del medico specialista di terapie strumentali per favorire la rigenerazione dei tessuti (es. tecar e ultrasuoni) ma la loro efficacia non è stata ancora dimostrata da studi scientifici.
Quello che il nostro team propone è la gestione attiva della problematica, senza affidarsi a trattamenti passivi che potrebbero togliere del tempo a qualcosa la cui efficacia è stata ampiamente dimostrata: l’esercizio terapeutico.
Il fisioterapista attraverso il progressivo e corretto rinforzo dei muscoli e anche grazie alla misurazione periodica della forza muscolare tramite la macchina isocinetica, cerca di riportare in campo il paziente nel minor tempo possibile e ridurre al minimo i rischi di recidiva.
All’atleta verrà anche dato un programma di riabilitazione muscolare mirato da fare a casa nelle prime fasi e in campo insieme al preparatore atletico, per far progredire il muscolo attraverso ciascuna delle fasi di guarigione.
Fattori predisponenti al rischio di strappi muscolari
Tre tipi di muscoli sono a possibile rischio di lesioni:
Muscoli tra due articolazioni: In particolare, il movimento in un’articolazione aumenta la tensione passiva del muscolo e porta a una lesione da allungamento eccessivo.
Muscoli che si contraggono eccentricamente: Le contrazioni eccentriche, frequenti durante la fase di decelerazione dell’attività, possono modificare la tensione muscolare e indurre lesioni da sovraccarico delle miofibre. La maggior parte dell’attività muscolare nella corsa e nello sprint è eccentrica, il che spiega perché tali sforzi si verificano più spesso nei velocisti o negli atleti che fanno delle accelerazioni il loro punto di forza.
Muscoli con una percentuale maggiore di fibre di tipo II: Si tratta di muscoli a contrazione rapida che sviluppano contrazioni ad alta velocità. In questo modo, il muscolo è più predisposto alle lesioni. I muscoli posteriori della coscia, il gastrocnemio, i quadricipiti, i flessori dell’anca, gli adduttori dell’anca, l’erettore spinale, il deltoide e la cuffia dei rotatori sono i più comunemente lesionati.
Come si può ridurre il rischio di lesioni muscolari?
Ridurre i rischi di ricadere in uno strappo muscolare è un qualcosa a cui ogni atleta dovrebbe tenere.
Infatti il tasso di re-infortunio nel primo anno di lesione si aggira intorno al 20% per tutti i principali gruppi muscolari dell’arto inferiore. Inoltre, una recidiva comporta un’assenza di circa il 30% più lunga rispetto all’infortunio primario, dobbiamo quindi tenere in considerazione il fatto che aver avuto un infortunio muscolare rimane un fattore di rischio per un nuovo evento lesivo.
Ad oggi la prevenzione degli infortuni muscolari rappresenta una zona grigia per la letteratura scientifica, non ci sono infatti certezze su quale programma di prevenzione funzioni meglio rispetto all’altro. Di seguito ne elencheremo alcuni tra i più validi:
- Nordic Hamstring exercise
- FIFA 11+
- 10-weeks Nordic hamstring exercise protocol
Il Nordic Hamstring exercise è uno dei protocolli più validi che la ricerca ha prodotto e sembra essere efficace nel ridurre del 67,5% le lesioni muscolari ai flessori. La causa di questo effetto preventivo è da ricercarsi nel tipo di allenamento proposto da questi programmi: lo sviluppo della forza eccentrica del muscolo e la resistenza alla fatica.
Strappo Muscolare Atleti: a chi rivolgersi
Il nostro team di fisioterapisti per gli atleti, adotta approcci innovativi basati su esperienza nel settore e dati scientifici. Il nostro centro di fisioterapia a Latina è inoltre attrezzato per il trattamento e il recupero dagli infortuni causati da stiramenti, lesioni muscolari, tendiniti, pubalgie, rottura del crociato, rappresentando un’eccellenza nel Lazio. Contattaci per fissare un appuntamento.